Vai al contenuto
GoodwillAsset Management SA Contatti
SMI13 834+0.18%
FTSE MIB51 708+0.30%
DAX25 367-0.14%
S&P 5007 585.73-0.45%
EUR/CHF0.9448+0.11%
EUR/USD1.1543-0.05%
Oro4 368.20+0.82%
Bitcoin75 526-1.78%
aggiornato 16 min fa
Servizi fee onlyConto in SvizzeraGestioni patrimoniali personalizzateConsulenza finanziaria indipendenteApertura società in SvizzeraTrasferimento di residenzaDichiarazioni fiscali e d'impostaCompro oro in SvizzeraTutela patrimonialeArt advisoryMercatiBorse europee oggi in tempo realeBorsa americana in tempo realeDow Jones in tempo realeCambio euro dollaroBitcoin e criptovaluteTassi e inflazioneIl teamVaiBlogVaiContattiVaiContattoContatti
Approfondimenti Mercati

Spread BTP Bund: che cosa misura davvero, e le due componenti che lo muovono

Il grafico live da TradingView mostra lo spread BTP Bund in tempo reale, con le due componenti a confronto: rendimento del decennale italiano e tedesco.

Spread BTP Bund: che cosa misura davvero, e le due componenti che lo muovono

Lo spread BTP Bund è una sottrazione. Da una parte il rendimento del titolo di Stato italiano a dieci anni, dall'altra quello del titolo tedesco con la stessa scadenza. La differenza si misura in punti base, e un punto base è un centesimo di punto percentuale: quando si legge che lo spread è a centotrenta, vuol dire che per farsi prestare denaro a dieci anni l'Italia paga l'1,30% in più della Germania.

Il numero da solo dice poco. Dice qualcosa quando si sa da quale delle due parti è arrivato il movimento.

Perché proprio il Bund

Il titolo tedesco non è nella formula per simpatia. Nell'area euro il debito della Germania è quello che il mercato tratta come termine di paragone, il metro rispetto al quale si misura tutto il resto: stessa valuta, stessa banca centrale, stessa curva dei tassi, e un emittente che nessuno si aspetta di vedere in difficoltà. Confrontare un BTP con un titolo americano vorrebbe dire confrontare anche due valute, e il risultato non direbbe più niente sull'Italia.

I due titoli hanno due emittenti e due calendari di emissione, entrambi pubblici: il debito italiano lo colloca il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'Economia, quello tedesco la Finanzagentur federale. Chi vuole sapere quando arriva la prossima asta lo legge lì, non su un giornale.

Quindi lo spread non è il costo del debito italiano. È il sovrapprezzo che l'Italia paga rispetto al paese che, nella stessa moneta, paga meno di tutti.

Le due componenti

Trattandosi di una differenza, lo spread si muove per due ragioni, e sono ragioni diverse.

Il lato italiano. Il rendimento del BTP sale quando chi compra chiede di più per tenersi in portafoglio debito italiano. Le occasioni sono sempre le stesse: una legge di bilancio che sposta i conti, la revisione del giudizio da parte di un'agenzia di rating, una crisi di governo, una nuova emissione grossa che deve trovare compratori. Sale il rendimento, si allarga lo spread.

Il lato tedesco. Il rendimento del Bund si muove per conto suo, e spesso per motivi che con l'Italia non c'entrano. Quando sui mercati arriva paura, i capitali si spostano verso quello che considerano il rifugio più vicino, comprano Bund, il prezzo sale e il rendimento scende. Il Bund scende, lo spread si allarga, e l'Italia non ha fatto niente.

Il caso in cui il numero inganna

Da qui nasce l'equivoco più comune. Uno spread che scende viene raccontato come una buona notizia per l'Italia, ma la discesa può arrivare dal lato sbagliato: se il rendimento tedesco sale perché la Banca centrale europea stringe la politica monetaria per tutta l'area, la distanza fra i due titoli si accorcia mentre il costo del debito italiano, in valore assoluto, sta aumentando. Lo Stato paga di più e lo spread migliora.

Vale anche il contrario. Nei momenti di tensione internazionale il Bund viene comprato in massa, il suo rendimento crolla, e lo spread si allarga di decine di punti in una settimana senza che a Roma sia successo nulla.

Per questo un solo numero non basta. Servono i due rendimenti separati, e la direzione di ciascuno.

Dove finisce, in pratica

Lo spread è un indicatore, non un prezzo che qualcuno paga direttamente. I suoi effetti però si vedono in punti concreti.

Il primo è il bilancio dello Stato. Il debito italiano viene rinnovato di continuo: ogni titolo che scade è sostituito da uno nuovo, emesso ai tassi del giorno. Un rendimento più alto oggi diventa una spesa per interessi più alta negli anni successivi, che va coperta con entrate o con altro debito.

Il secondo sono le banche italiane. I loro bilanci contengono titoli di Stato italiani in quantità rilevanti, e quando quei titoli perdono valore il patrimonio si assottiglia. Da lì il collegamento arriva al credito, sotto forma di condizioni più strette per chi chiede un mutuo o un finanziamento.

Il terzo è il portafoglio di chi i BTP li ha già. Rendimento e prezzo di un'obbligazione si muovono in direzioni opposte: se il rendimento richiesto dal mercato sale, il prezzo di quello che si ha in mano scende. Chi tiene il titolo fino alla scadenza incassa il capitale e le cedole previste dall'emittente; chi ha bisogno di vendere prima realizza il prezzo di quel giorno, che può essere sotto quello di acquisto.

Come leggerlo senza guardarlo tutti i giorni

Lo spread si muove di continuo e viene raccontato con un'enfasi che raramente merita. Uno scarto di dieci o quindici punti base nell'arco di una giornata è rumore. Conta il livello attorno al quale si assesta per settimane, e contano i pochi appuntamenti dell'anno che possono spostarlo davvero: la sessione di bilancio in autunno, le date fissate in cui le agenzie di rating rivedono il giudizio sull'Italia, i cambi di rotta della Banca centrale europea.

Le date del terzo punto sono pubblicate con un anno di anticipo, insieme al livello dei tassi di riferimento deciso in ciascuna riunione. Chi tiene BTP in portafoglio segna quelle e ignora il resto.

Il resto è cronaca.

Sul quadro dei mercati ci sono i dati che aggiorniamo per conto nostro, indici, valute, materie prime e tassi americani, con l'ora dell'ultimo aggiornamento accanto a ogni numero.

Chi scrive

Goodwill Asset Management SA gestisce patrimoni su conti intestati al cliente presso banche svizzere che il cliente sceglie, offre consulenza finanziaria indipendente a parcella e assiste nella costituzione di società e nel trasferimento di residenza in Svizzera. Sede a Chiasso, Canton Ticino, a 250 metri dalla stazione e dalla dogana.

Questo testo ha finalità informativa e non costituisce una raccomandazione personalizzata di investimento.

Autorizzazione FINMAF01290346 verificabile sul registro pubblico dell'autorità

Vuoi capire se ha senso per te?

Mezz'ora, senza impegno, con chi gestisce davvero. Ti diciamo con franchezza se possiamo esserti utili.