Dow Jones e Dow Jones Transportation: perché si guardano insieme
Il più vecchio indice americano pesa i titoli per il prezzo, non per il valore. Cosa dice la divergenza con i trasporti e dove quella lettura sbaglia.
Dow Jones e Dow Jones Transportation adesso
I numeri sono aggiornati in continuo e disegnati in questa pagina: nessun grafico esterno da aspettare, nessuna schermata da un altro sito.
Dow Jones Industrial Average
Oggi sta al 76% del suo intervallo degli ultimi dodici mesi: 4.2% sotto il massimo, 16.3% sopra il minimo.
Dow Jones Transportation Average
Oggi sta al 58% del suo intervallo degli ultimi dodici mesi: 16.5% sotto il massimo, 37.6% sopra il minimo.
Le due linee sulla stessa base
Il confronto fra industriali e trasporti è la ragione per cui questi due indici si guardano insieme: quando le merci rallentano prima dei listini, la divergenza si vede qui. Nel periodo la distanza fra le due linee vale 18.3 punti percentuali.
Il Dow Jones Industrial Average è l'indice azionario più citato al mondo e uno dei peggio costruiti. Vale la pena sapere entrambe le cose prima di guardarlo.
Come è fatto
Contiene trenta società americane, scelte da un comitato. Non c'è una regola automatica che stabilisce chi entra e chi esce: c'è una decisione, presa da persone, con criteri di reputazione e di rappresentatività del settore.
Soprattutto, il Dow è ponderato per il prezzo. Il peso di una società nell'indice dipende da quanto costa una sua azione, non da quanto vale la società. Un titolo che quota 500 dollari sposta l'indice più di uno che ne quota 50, anche se il secondo capitalizza il triplo del primo. È un metodo del 1896, quando sommare trenta prezzi e dividere era un calcolo che si poteva fare a mano, ed è rimasto.
Ne discende una conseguenza pratica: quando il Dow e un indice ampio come lo S&P 500 si muovono in modo diverso nella stessa giornata, quasi sempre non sta succedendo niente di profondo. Sta succedendo che un titolo caro si è mosso.
L'altro indice
Il Dow Jones Transportation Average è più vecchio dell'industriale: nasce nel 1884, quando si chiamava indice delle ferrovie. Contiene venti società che spostano merci e persone: ferrovie, compagnie aeree, trasporto su gomma, corrieri, logistica.
È un indice piccolo e apparentemente di nicchia, e per un motivo preciso viene guardato molto più di quanto la sua dimensione suggerisca: le società che ci stanno dentro vivono di volumi trasportati, e i volumi trasportati sono la parte dell'economia che si muove per prima. Un'azienda che prevede meno vendite riduce gli ordini prima di annunciare qualcosa, e quel taglio si vede nei conti di chi trasporta.
La divergenza, e cosa si può davvero leggerci
L'idea di confrontarli è vecchia quanto gli indici, e si riassume così: se le fabbriche producono e la borsa festeggia, ma le merci non si muovono, uno dei due sta sbagliando.
Nella formulazione originale la regola diceva che un rialzo è confermato quando entrambi gli indici fanno nuovi massimi, e che la divergenza, cioè uno che sale mentre l'altro non lo segue, è un segnale di allarme.
Va presa per quello che è. È una regola formulata su un'economia americana di fabbriche e ferrovie, applicata a un'economia in cui una quota enorme del valore non viaggia su un camion. Il software, i servizi finanziari e la pubblicità non generano tonnellate trasportate, e questo da solo spiega una parte delle divergenze recenti senza bisogno di scomodare un ciclo economico.
C'è dell'altro che sporca la lettura: il costo del carburante muove i trasporti per ragioni che non hanno niente a che vedere con la domanda, e in venti società un paio di trimestri deludenti in una sola compagnia aerea spostano l'indice.
Quello che resta valido è più modesto e più utile: quando i due indici si separano per settimane, vale la pena chiedersi quale delle due storie sia raccontata meglio dai dati reali, che sono i volumi di trasporto, gli ordini all'industria e le scorte, tutti pubblicati.
Dove guardare i numeri veri
La composizione e la metodologia dei due indici le pubblica chi li calcola, e sono l'unica fonte che dice davvero cosa c'è dentro e con quale peso. I dati sull'attività economica americana, dai quali quella divergenza dovrebbe trovare conferma o smentita, li pubblica il Bureau of Labor Statistics per il lavoro e i prezzi, e il Census Bureau per ordini, scorte e commercio.
Sul quadro dei mercati ci sono gli indici, le valute, le materie prime e i tassi americani che aggiorniamo per conto nostro, con l'ora dell'ultimo aggiornamento accanto a ogni numero. Come si usa un filtro per passare da diecimila titoli a quaranta, e dove sbaglia, sta nell'articolo sullo screener azioni.
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