Come si apre un conto in Svizzera, davvero
Prima il conto, intestato al cliente; il mandato dopo, e non comprende i prelievi. Chi identifica chi, quali documenti servono, cosa cambia da non residenti.

Sul conto in Svizzera circolano più leggende che informazioni, e quasi tutte sono ferme a un'epoca finita. Questa pagina prova a dire come funziona adesso, nell'ordine in cui le cose accadono.
L'ordine è questo, e conta
Prima si apre il conto, intestato al cliente, presso la banca che sceglie il cliente. È suo, resta suo, e il suo nome è quello che sta sopra.
Solo dopo, e soltanto se il cliente lo vuole, si firma un mandato di gestione. Il mandato dà al gestore il potere di comprare e vendere strumenti finanziari su quel conto e nient'altro: i prelievi di cassa e i bonifici in uscita non rientrano nei suoi poteri e restano nelle mani del titolare.
È la parte che vale la pena capire prima di tutto il resto, perché è quella che stabilisce chi può far uscire il denaro dal conto. La risposta è: solo chi lo possiede.
Chi identifica chi
Una banca svizzera non può aprire un conto a qualcuno che non ha identificato. Lo impone la legge sul riciclaggio di denaro, e non è una formalità: la banca deve identificare la persona che apre il rapporto, accertare chi è l'avente economicamente diritto, cioè chi possiede davvero il denaro, e farsi un'idea documentata di dove quel denaro è stato prodotto.
L'identificazione può avvenire di persona allo sportello oppure con le procedure a distanza che la vigilanza ammette, e non tutte le banche accettano entrambe le strade. È una delle prime domande da fare, perché determina se serve un viaggio.
Quello che viene chiesto è sempre più o meno lo stesso: un documento d'identità valido, una prova dell'indirizzo di residenza, la dichiarazione sull'avente diritto economico e la documentazione sull'origine dei fondi. Quest'ultima è la parte che sorprende chi non se l'aspetta, ed è anche quella che allunga i tempi: un atto di vendita, una successione, i bilanci di una società, le dichiarazioni dei redditi degli anni in cui il patrimonio si è formato.
I documenti, in un elenco
Sono gli stessi indicati sopra, qui in una forma da poter verificare punto per punto prima dell'appuntamento in banca.
- Documento d'identità valido, passaporto o carta d'identità
- Prova dell'indirizzo di residenza
- Dichiarazione sull'avente diritto economico del conto
- Documentazione sull'origine dei fondi, per esempio un atto di vendita, una successione, i bilanci di una società o le dichiarazioni dei redditi degli anni in cui il patrimonio si è formato
L'ordine delle fasi, e i tempi che dipendono dalla banca
La sequenza è la stessa ovunque, perché la impone la legge citata sopra: la banca deve identificare il cliente e accertare l'avente diritto economico prima di aprire il conto, e solo dopo, se il cliente lo chiede, si arriva alla firma del mandato di gestione. Quanto dura ciascuna fase non lo fissa nessuna norma: varia da una banca all'altra secondo la completezza della documentazione e la procedura interna dell'istituto.
| Fase | Cosa comprende |
|---|---|
| 1. Identificazione | Verifica del documento d'identità, raccolta della documentazione sull'avente diritto economico e sull'origine dei fondi |
| 2. Apertura del conto | Valutazione interna della banca e assegnazione delle coordinate del conto |
| 3. Firma del mandato di gestione | Solo se il cliente lo richiede, dopo che il conto è già aperto |
I tempi effettivi variano da banca a banca e da caso a caso, in particolare quando la documentazione sull'origine dei fondi va integrata: non esiste una durata unica da citare come regola generale.
Cosa cambia se si è residenti all'estero
Nessuna banca è obbligata ad aprire un conto a nessuno. Per un cliente residente fuori dalla Svizzera ogni istituto ha una propria politica: alcuni paesi di residenza li accettano e altri no, spesso c'è un patrimonio minimo, e in diversi casi il conto di un non residente costa più di quello di un residente.
Sono differenze che si discutono con la banca, e sono la ragione per cui non esiste una banca migliore in assoluto: esiste quella le cui condizioni corrispondono a una situazione precisa. Quanto è protetto il denaro che ci si mette sopra, e fino a che importo, sta nella pagina sulla sicurezza delle banche svizzere.
Il conto si dichiara
Va detto senza giri di parole, perché è il punto su cui le leggende fanno più danno. La Svizzera applica lo scambio automatico di informazioni sui conti finanziari: i dati dei conti riconducibili a residenti dei paesi partner vengono trasmessi ogni anno a quei paesi. L'Italia è fra i partner.
Il conto, quindi, si dichiara nel paese di residenza del titolare come qualunque altro conto, e le imposte seguono le regole di quel paese. Le banche svizzere consegnano ogni anno la documentazione fiscale nella forma che serve al paese del titolare, e quella documentazione si porta al proprio commercialista.
La via indiretta
Esiste una seconda strada, che non è per tutti e che ha senso solo in situazioni specifiche: il conto non è intestato alla persona ma a un contenitore giuridico, che a sua volta appartiene o fa capo alla persona.
Il caso più comune per un residente italiano è la fiduciaria statica italiana, che intesta a sé il rapporto e opera come sostituto d'imposta, sollevando il cliente dagli adempimenti dichiarativi. Il patrimonio resta suo; cambia chi compila i moduli. L'altro caso è un contenitore che serve a uno scopo diverso dall'investimento, come una polizza o un trust, scelto per ragioni di passaggio generazionale o di protezione, non per ragioni fiscali.
Ognuna di queste soluzioni aggiunge un soggetto, quindi un costo e un contratto in più. Vanno valutate con il proprio consulente, e non sono la via normale: la via normale è la prima.
Dopo l'apertura
Le credenziali della banca sono del cliente, e da lì vede le operazioni eseguite, il valore del portafoglio, i costi addebitati e l'andamento dei singoli titoli. Sono le stesse informazioni che vede chi gestisce, sulla stessa fonte, nello stesso momento: non esiste una versione del gestore da confrontare con quella della banca.
Chi amministra patrimoni di terzi in Svizzera deve essere autorizzato dall'autorità federale di vigilanza e comparire con il proprio numero nel registro pubblico degli istituti autorizzati. Il nostro è F01290346.
Le sei linee, i costi e cosa può fare il mandato stanno nelle linee di gestione patrimoniale; chi emette il rendiconto e perché non lo scriviamo noi sta nella performance certificata. Per una conversazione senza impegno, i contatti sono qui.
Questa pagina è informazione di carattere generale e non un consiglio rivolto a una persona in particolare. Valgono le note legali.
Goodwill Asset Management SA gestisce patrimoni su conti intestati al cliente presso banche svizzere che il cliente sceglie, offre consulenza finanziaria indipendente a parcella e assiste nella costituzione di società e nel trasferimento di residenza in Svizzera. Sede a Chiasso, Canton Ticino, a 250 metri dalla stazione e dalla dogana.
Questo testo ha finalità informativa e non costituisce una raccomandazione personalizzata di investimento.


