Screener azioni: cosa filtra davvero, e i quattro modi in cui inganna
Uno screener ordina migliaia di titoli per numeri di bilancio e indicatori. Cosa significano i filtri più usati e i quattro punti in cui la lista è fuorviante.

Uno screener azionario è un filtro. Da una parte c'è un universo di titoli, qualche migliaio se si prende un mercato solo, decine di migliaia se si prende il mondo; dall'altra ci sono le condizioni che si impongono. Il risultato è una lista corta di società che rispettano tutte le condizioni insieme.
È uno strumento di riduzione, non di selezione. Serve a passare da diecimila nomi a quaranta. I quaranta vanno poi letti uno per uno, e questa è la parte che lo screener non fa.
I filtri di bilancio
Sono quelli che descrivono la società, non il suo prezzo di borsa.
Capitalizzazione. Il valore di mercato di tutte le azioni. Non è la dimensione dell'azienda, è quanto il mercato la valuta oggi. Serve soprattutto a togliere di mezzo le società troppo piccole, dove il prezzo si muove con pochi scambi e chi entra fatica a uscire. L'elenco ufficiale di cosa è quotato e su quale segmento lo tengono le borse stesse, Borsa Italiana per Milano e SIX per la Svizzera.
Rapporto prezzo utili. Quante volte l'utile annuo è contenuto nel prezzo. Un numero basso viene letto come segnale di convenienza, ed è il filtro che produce più errori: un rapporto basso può dipendere da un utile straordinario che non tornerà, o dal fatto che il mercato si aspetta che gli utili crollino. È un rapporto, e come tutti i rapporti può scendere perché sale il denominatore.
Debito su patrimonio. Quanto della struttura finanziaria è preso a prestito. Va letto insieme al settore: una utility con molto debito è normale, una società di software con lo stesso debito non lo è.
Rendimento del dividendo. Il dividendo dell'ultimo anno diviso il prezzo di oggi. Anche qui la trappola è nel denominatore: un rendimento improvvisamente alto quasi sempre significa che il prezzo è caduto, non che la società abbia deciso di distribuire di più. E il dividendo passato non è una promessa sul prossimo.
I filtri tecnici
Sono quelli che descrivono il comportamento del prezzo, non l'azienda.
Le medie mobili riassumono dove ha viaggiato il prezzo negli ultimi giorni o mesi, e vengono usate per distinguere i titoli sopra la media da quelli sotto. Gli oscillatori di momento misurano la velocità del movimento recente e vengono usati per cercare gli eccessi in una direzione o nell'altra. La distanza dal massimo delle ultime cinquantadue settimane dice quanto un titolo ha già perso rispetto al suo punto più alto dell'anno.
Sono tutte misure di quello che è già successo. Nessuna contiene informazione sul futuro: contengono informazione su quanto il presente si discosta dal passato recente, che è una cosa diversa e più modesta.
I quattro modi in cui la lista inganna
I dati sono vecchi. I numeri di bilancio arrivano da trimestrali pubblicate con settimane di ritardo, entro i termini che l'autorità di vigilanza fissa per l'informazione periodica: in Italia li stabilisce la Consob. Uno screener che filtra sull'utile dell'ultimo trimestre sta filtrando su una fotografia scattata mesi fa, mentre il prezzo che vede è di adesso.
Chi è fallito non c'è. Molti universi contengono le società quotate oggi. Quelle uscite dal listino perché sono state comprate o perché sono saltate spariscono dai conteggi, e ogni ragionamento sui rendimenti medi che ne deriva è più roseo della realtà.
Più filtri si aggiungono, meno significa il risultato. Con abbastanza condizioni si arriva sempre a una lista di cinque nomi, e quei cinque nomi rispettano le condizioni per caso quanto per merito. È il modo più semplice di trovare un risultato che non si ripeterà.
Il settore non si vede. Un filtro sul rapporto prezzo utili applicato a tutto il mercato restituisce banche, immobiliare ed energia, perché quei settori trattano strutturalmente a multipli più bassi. La lista non dice che sono occasioni: dice che sono quei settori.
A cosa serve, allora
A restringere il campo prima di leggere. Un filtro su dimensione e liquidità toglie di mezzo quello che non si può comprare e vendere senza muovere il prezzo. Un filtro sul debito toglie di mezzo le strutture fragili. Quello che resta è un punto di partenza per la lettura dei bilanci, che è dove le decisioni si prendono davvero.
Usato al contrario, cioè per comprare la lista che restituisce, è un generatore di idee scollegate fra loro, e un portafoglio fatto di idee scollegate fra loro non è un portafoglio.
Sul quadro dei mercati ci sono i dati che aggiorniamo per conto nostro, indici, valute, materie prime e tassi americani, con l'ora dell'ultimo aggiornamento accanto a ogni numero.
Goodwill Asset Management SA gestisce patrimoni su conti intestati al cliente presso banche svizzere che il cliente sceglie, offre consulenza finanziaria indipendente a parcella e assiste nella costituzione di società e nel trasferimento di residenza in Svizzera. Sede a Chiasso, Canton Ticino, a 250 metri dalla stazione e dalla dogana.
Questo testo ha finalità informativa e non costituisce una raccomandazione personalizzata di investimento.


