Calendario economico: quali appuntamenti spostano davvero i mercati
Un calendario economico elenca decine di voci al giorno e quasi nessuna muove i prezzi. Quali sono le poche che contano, quando escono e perché il mercato reagisce.

Un calendario economico è l'elenco, ordinato per giorno e per ora, dei dati che gli istituti di statistica e le banche centrali pubblicheranno. In una settimana normale contiene qualche decina di voci. Di quelle, tre o quattro spostano i prezzi, e le altre passano senza che nessuno se ne accorga.
Sapere quali sono le tre o quattro serve più che avere l'elenco completo.
Il numero non conta: conta la distanza dall'attesa
È la parte che sorprende chi guarda un calendario per la prima volta. Accanto a ogni voce ci sono due colonne: il consenso, cioè la media delle previsioni degli analisti, e il dato precedente. Quando il dato esce, il mercato non reagisce al suo valore assoluto ma alla differenza rispetto al consenso.
Un'inflazione al 3% è una buona notizia se ne era attesa al 3,4% ed è una brutta notizia se ne era attesa al 2,6%. Lo stesso numero, due reazioni opposte, perché i prezzi di ieri contenevano già l'attesa di ieri. Quello che si muove è soltanto la parte che nessuno aveva messo in conto.
Da qui discende una conseguenza pratica: leggere il titolo di un giornale il giorno dopo non dice quasi niente su cosa sia successo, perché il titolo riporta il valore e non lo scarto.
Le voci che si muovono davvero
Le decisioni delle banche centrali. Le riunioni della Banca centrale europea e della Federal Reserve sono fissate con un anno di anticipo e sono l'unico appuntamento che può cambiare il tono di un intero trimestre. Anche qui la decisione sui tassi è spesso già scontata: quello che muove i prezzi è la conferenza stampa che segue, e il linguaggio usato per descrivere le mosse successive. Le date le pubblicano gli stessi che decidono, sul calendario del Consiglio direttivo della BCE e su quello del FOMC americano.
L'inflazione. Negli Stati Uniti l'indice dei prezzi al consumo esce una volta al mese; nell'area euro escono prima le stime nazionali, fra cui quella dell'Istat, e poi il dato aggregato che pubblica Eurostat. È la voce che negli ultimi anni ha prodotto i movimenti più larghi in una giornata, perché da lì passa l'aspettativa su cosa faranno le banche centrali.
Il lavoro americano. Il rapporto mensile sull'occupazione non agricola esce il primo venerdì del mese e contiene tre cose in una: quanti posti di lavoro sono stati creati, il tasso di disoccupazione e la crescita dei salari. L'ultima delle tre è quella che il mercato guarda per prima, perché i salari sono il canale attraverso il quale l'inflazione diventa persistente.
Gli indici di fiducia degli acquisti. Escono all'inizio del mese e sono sondaggi presso i responsabili acquisti delle imprese. Non misurano la produzione, misurano l'aspettativa di chi ordina, quindi arrivano prima dei dati reali. La soglia dei cinquanta separa l'espansione dalla contrazione.
Le tre trappole
La prima è confondere frequenza e importanza. Un calendario mostra allo stesso modo la decisione sui tassi della Fed e le scorte settimanali di un prodotto agricolo. Gli asterischi o le bandierine che segnalano l'impatto atteso sono la sola gerarchia disponibile, e vanno usati.
La seconda è la revisione. Molti dati vengono corretti nei mesi successivi, a volte in misura maggiore dello scarto che aveva mosso i prezzi il giorno dell'uscita. La reazione resta, la ragione della reazione a volte no.
La terza è la reazione dei primi minuti. Nei secondi successivi alla pubblicazione i prezzi si muovono su volumi sottili e spesso tornano indietro. Chi guarda il grafico dieci minuti dopo vede una cosa diversa da chi lo guarda dopo due ore, e la seconda è più informativa della prima.
Quanto serve seguirlo
Per chi ha un patrimonio investito con un orizzonte di anni, il calendario economico è contesto, non un segnale operativo. Serve a sapere perché in una certa giornata i prezzi si sono mossi, e a non scambiare per un cambio di scenario quella che è la reazione a un dato mensile che verrà rivisto.
Nel giro di un anno gli appuntamenti che meritano di essere segnati sul calendario sono le otto riunioni della Banca centrale europea, le otto della Federal Reserve, le dodici uscite dell'inflazione americana e i dodici rapporti sul lavoro. Tutto il resto si può leggere dopo.
Sul quadro dei mercati ci sono i dati che aggiorniamo per conto nostro, indici, valute, materie prime e tassi americani, con l'ora dell'ultimo aggiornamento accanto a ogni numero.
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Questo testo ha finalità informativa e non costituisce una raccomandazione personalizzata di investimento.


