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aggiornato 18 min fa
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Come si apre un conto in Svizzera, davvero

Prima il conto, intestato al cliente; il mandato dopo, e non comprende i prelievi. Chi identifica chi, quali documenti servono, cosa cambia da non residenti.

Come si apre un conto in Svizzera, davvero

Sul conto in Svizzera circolano più leggende che informazioni, e quasi tutte sono ferme a un'epoca finita. Questa pagina prova a dire come funziona adesso, nell'ordine in cui le cose accadono.

L'ordine è questo, e conta

Prima si apre il conto, intestato al cliente, presso la banca che sceglie il cliente. È suo, resta suo, e il suo nome è quello che sta sopra.

Solo dopo, e soltanto se il cliente lo vuole, si firma un mandato di gestione. Il mandato dà al gestore il potere di comprare e vendere strumenti finanziari su quel conto e nient'altro: i prelievi di cassa e i bonifici in uscita non rientrano nei suoi poteri e restano nelle mani del titolare.

È la parte che vale la pena capire prima di tutto il resto, perché è quella che stabilisce chi può far uscire il denaro dal conto. La risposta è: solo chi lo possiede.

Chi identifica chi

Una banca svizzera non può aprire un conto a qualcuno che non ha identificato. Lo impone la legge sul riciclaggio di denaro, e non è una formalità: la banca deve identificare la persona che apre il rapporto, accertare chi è l'avente economicamente diritto, cioè chi possiede davvero il denaro, e farsi un'idea documentata di dove quel denaro è stato prodotto.

L'identificazione può avvenire di persona allo sportello oppure con le procedure a distanza che la vigilanza ammette, e non tutte le banche accettano entrambe le strade. È una delle prime domande da fare, perché determina se serve un viaggio.

Quello che viene chiesto è sempre più o meno lo stesso: un documento d'identità valido, una prova dell'indirizzo di residenza, la dichiarazione sull'avente diritto economico e la documentazione sull'origine dei fondi. Quest'ultima è la parte che sorprende chi non se l'aspetta, ed è anche quella che allunga i tempi: un atto di vendita, una successione, i bilanci di una società, le dichiarazioni dei redditi degli anni in cui il patrimonio si è formato.

Cosa cambia se si è residenti all'estero

Nessuna banca è obbligata ad aprire un conto a nessuno. Per un cliente residente fuori dalla Svizzera ogni istituto ha una propria politica: alcuni paesi di residenza li accettano e altri no, spesso c'è un patrimonio minimo, e in diversi casi il conto di un non residente costa più di quello di un residente.

Sono differenze che si discutono con la banca, e sono la ragione per cui non esiste una banca migliore in assoluto: esiste quella le cui condizioni corrispondono a una situazione precisa. Quanto è protetto il denaro che ci si mette sopra, e fino a che importo, sta nella pagina sulla sicurezza delle banche svizzere.

Il conto si dichiara

Va detto senza giri di parole, perché è il punto su cui le leggende fanno più danno. La Svizzera applica lo scambio automatico di informazioni sui conti finanziari: i dati dei conti riconducibili a residenti dei paesi partner vengono trasmessi ogni anno a quei paesi. L'Italia è fra i partner.

Il conto, quindi, si dichiara nel paese di residenza del titolare come qualunque altro conto, e le imposte seguono le regole di quel paese. Le banche svizzere consegnano ogni anno la documentazione fiscale nella forma che serve al paese del titolare, e quella documentazione si porta al proprio commercialista.

La via indiretta

Esiste una seconda strada, che non è per tutti e che ha senso solo in situazioni specifiche: il conto non è intestato alla persona ma a un contenitore giuridico, che a sua volta appartiene o fa capo alla persona.

Il caso più comune per un residente italiano è la fiduciaria statica italiana, che intesta a sé il rapporto e opera come sostituto d'imposta, sollevando il cliente dagli adempimenti dichiarativi. Il patrimonio resta suo; cambia chi compila i moduli. L'altro caso è un contenitore che serve a uno scopo diverso dall'investimento, come una polizza o un trust, scelto per ragioni di passaggio generazionale o di protezione, non per ragioni fiscali.

Ognuna di queste soluzioni aggiunge un soggetto, quindi un costo e un contratto in più. Vanno valutate con il proprio consulente, e non sono la via normale: la via normale è la prima.

Dopo l'apertura

Le credenziali della banca sono del cliente, e da lì vede le operazioni eseguite, il valore del portafoglio, i costi addebitati e l'andamento dei singoli titoli. Sono le stesse informazioni che vede chi gestisce, sulla stessa fonte, nello stesso momento: non esiste una versione del gestore da confrontare con quella della banca.

Chi amministra patrimoni di terzi in Svizzera deve essere autorizzato dall'autorità federale di vigilanza e comparire con il proprio numero nel registro pubblico degli istituti autorizzati. Il nostro è F01290346.

Le cinque linee, i costi e cosa può fare il mandato stanno nelle linee di gestione patrimoniale; chi emette il rendiconto e perché non lo scriviamo noi sta nella performance certificata. Per una conversazione senza impegno, i contatti sono qui.

Questa pagina è informazione di carattere generale e non un consiglio rivolto a una persona in particolare. Valgono le note legali.

Chi scrive

Goodwill Asset Management SA gestisce patrimoni su conti intestati al cliente presso banche svizzere che il cliente sceglie, offre consulenza finanziaria indipendente a parcella e assiste nella costituzione di società e nel trasferimento di residenza in Svizzera. Sede a Chiasso, Canton Ticino, a 250 metri dalla stazione e dalla dogana.

Questo testo ha finalità informativa e non costituisce una raccomandazione personalizzata di investimento.

Autorizzazione FINMAF01290346 verificabile sul registro pubblico dell'autorità

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