Paolo Basso il miglior sommellier del mondo

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A completamento del mio dialogare in materia di vino, enologia, sommellerie, quale modo migliore se non intervistare Paolo Basso, eccellenza del settore:

Paolo Basso 

1997: Miglior Sommelier della Svizzera;

2010 Miglior Sommelier d’Europa;

2013 Miglior Sommelier del Mondo;

2018 Insignito del Dottorato Honoris Causa.

 

Walter Valli: Maestro, la ringrazio innanzitutto della disponibilità. Partiamo dall’inizio: So quanto si deve studiare per diventare Sommelier, ma so anche quanto contano le doti e il talento personale. Lei quando ha capito che sarebbe diventato sommelier, pardon un eccellente sommelier?

Paolo Basso:

Paolo Basso dottorato honoris causa

Più che doti e talento direi piuttosto una sensibilità gustativa e della curiosità. Mi ricordo che quand’ero bambino ci mettevo il doppio del tempo dei miei amici a mangiare il gelato. Ma solo perché me lo gustavo invece che divorarlo senza attenzione.

Per diventare un buon sommelier ci vuole una buona attitudine allo studio perché oltre alle materie classiche come l’enologia e l’enografia, la degustazione si deve studiare. È una disciplina che avvicinerei alla musica: è manuale, sensoriale ed intellettuale. E va coltivata con tanta esperienza.

In ogni caso ho capito che avrei fatto il sommelier solo quando sono stato spinto per la prima volta a partecipare ad un concorso ed ho avuto un risultato incoraggiante. Avevo ritrovato il piacere per lo studio e per la competizione che mi avevano accompagnato fin da bambino. Mi ricordo ancora la prima volta che ho visto il questionario di un concorso. Mi aveva impressionato e intimorito, ma allo stesso tempo stimolato. E così ho dato seguito a questa sfida ed ho ripreso studiare con la difficoltà aggiunta di doverlo fare in parallelo all’attività lavorativa.

Walter Valli: nella sua lunga carriera, qual è stata la sua più grande soddisfazione professionale? Essere il Migliore al Mondo, o cos’altro??

Paolo Basso:

Si, ovviamente vincere il concorso di MSM è una cosa colossale. Ce n’è uno al Mondo ogni 3 anni e se si tiene conto di tutte le selezioni nazionali, alla partenza siamo circa in 1’500. Ho talmente tanto ammirato chi ci era riuscito prima di me che quando l’ho raggiunto, mi sono sentito sulle nuvole. Un’altra grandissima soddisfazione professionale è stata anche quella di essere chiamato a selezionare i vini per Air France. Essere chiamato dalla compagnia aerea del Paese con i più grandi vini al mondo e patria stessa della sommellerie e un grande onore. È una collaborazione che continua dal 2014 e che mi ha dato anche la soddisfazione di ottenere per due anni il riconoscimento di “Best airline wine list of the world”.

Walter Valli: come “è cambiata” negli anni la professione di Sommelier?

Paolo Basso:

Dipende dai Paesi. Direi che se potessi scegliere, farei il sommelier in Francia, Giappone o Stati Uniti. In questi Paesi è una professione molto considerata dal punto di vista sociale e con un conseguente riconoscimento economico. Il sommelier oggi non è più solo la persona che serve il vino al ristorante ma è un “wine manager” che gestisce budget importanti. Poi può applicare le sue conoscenze in diversi ambiti, ovviamente sempre nel settore delle bevande e dell’alimentazione, ma non solo al ristorante. Io ne sono un esempio: ora sono produttore di vini, insegnante e consulente.

Walter Valli: Lei è italiano, come me, ma fin da subito ha scelto la Svizzera……

Paolo Basso:

All’inizio è stato quasi per caso. Dopo il servizio militare mi sono imposto di imparare il francese perché era la lingua della gastronomia e dei vini. Il luogo dove impararlo l’ho scelto in base … all’offerta di piste da sci. Si, è l’altra mia grande passione insieme alla bicicletta. Ho fatto diverse domande di lavoro in varie località alpine e la scelta è caduta su Crans-Montana. Un luogo magnifico: un altopiano a 1’500 mt di altitudine con un panorama unico, e soleggiato dall’alba al tramonto, dove sciare d’inverno ed andare in bici d’estate. Poi, una volta sul posto ho apprezzato il modo di vivere svizzero che mi corrispondeva: ordine, organizzazione, disciplina e rispetto. E soprattutto meritocrazia. È stato poi fondamentale che il Vallese è la regione viticola più importante della Svizzera e questo mi ha aiutato notevolmente ad approfondire la formazione sul vino.

Walter Valli: Oggi Lei è anche produttore di vini. Casualità, scelta precisa, naturale conclusione di un percorso professionale…??

Paolo Basso:

Direi evoluzione verso le radici della passione. Ma non è stata una scelta ponderata. Si è trattato di un’opportunità che mi si è presentata che ho colto senza tanto fare troppi calcoli, altrimenti avrei lasciato perdere. Ho sempre in mente le parole del barone De Rothschild: “fare vino è un business. Sono solo un po’ difficili i primi … duecentocinquanta anni”. Come sempre un progetto impegnativo che mi propone una sfida e anche questa volta l’ho rilevata. Questa esperienza che mi ha aperto nuove visioni ed un approccio più profondo con il mondo del vino, mi sta appassionando sempre di più. E sono sempre più consapevole che quando si dice che nel vino c’è storia, cultura, natura, scienza e tradizioni, non è fantasia ma la verità.

Walter Valli: Per concludere, cosa può consigliare ad un dilettante appassionato di tutto ciò che riguarda il mondo del vino, enologia, sommellerie come me (ma chissà quanti ce ne sono..), appena uscito dal secondo livello del Corso Fisar??

Paolo Basso:

Essere curioso e continuare a fare tanta esperienza, perché capire il vino e tutta la sua complessità richiede tanto tempo. E considerare la degustazione una disciplina da sviluppare con rigore. Si deve fare la differenza tra la degustazione tecnica che richiede concentrazione ed il consumo edonistico del vino che invece è un momento di piacere.

Ovviamente un consumatore non ha bisogno di tutto questo: a lui basta che il vino sia di suo gradimento. Ma sta al sommelier saperglielo dare. E per fare questo si deve essere capaci di capire il vino ma anche chi lo vuole bere. Per questo una decina d’anni di esperienza con il ruolo di sommelier in ristoranti gastronomici di alto livello, sono insostituibili.

Grazie Paolo. Le prometto che Le faremo visita per una ragionata degustazione nella quale umilmente ascolteremo ed impareremo anche se, secondo me, Sommelier, studiando seriamente, si può diventare, ma forse davvero è una di quelle professioni per cui “si nasce”!!!

 

WALTER VALLI 

Anche se questo è un blog all’interno di un sito di una società finanziaria e quindi si trattano principalmente argomenti attinenti all’economia, alla finanza, alla gestione di patrimoni… mi sono chiesto: perché? Perché parlare solo di queste cose? Lo so che chi entra in un sito tematico come il nostro lo fa per trovare argomenti o risposte su quel tema, per trovare risposte a domande tipo:
Avrò diversificato bene i miei risparmi?
Come si fa ad aprire un conto in Svizzera?
Qual è la vostra politica e modalità di investimento? E così di seguito.
Ma so anche che che colui che scrive è una Persona, un Uomo o una Donna, un essere vivente con i suoi hobby e i suoi interessi.
Ecco io vorrei trovare il modo di parlare alla “persona” di altri argomenti che probabilmente ci accomunano.
Per me il cliente non è un numero. Tutti i miei clienti lo sono per come faccio/facciamo il nostro lavoro, ma lo sono anche perché sono diventati “amici” con i quali condividiamo uno o più degli interessi extra-lavoro. Per questo, in aggiunta agli obbligatori argomenti finanziari, ogni tanto racconterò di cose ed esperienze e passioni ed hobby.
Se vi interessano leggeteli, se non interessano, passate oltre (tanto questo lo fate già, nel senso, che è quello che facciamo tutti: se ci interessa ci fermiamo, sennò..clic!)

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