unicredit banca sicura?

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UNICREDIT BANCA SICURA? DATI OGGETTIVI CI DICONO BEN ALTRO!

UNICREDIT BANCA SICURA?

Goodwill Asset Management, Istituto finanziario autorizzato alla gestione patrimoniale in Svizzera e a partire dalla Svizzera, analizza migliaia di azioni in tutto il mondo.

In questa scheda analizziamo Unicredit Banca, la seconda banca italiana.

Premettiamo subito che in totale assenza di fonti di instabilità finanziaria, Unicredit Banca è sicura.

Normalmente non analizziamo titoli su cui non abbiamo alcuna intenzione di investire, ma di fronte alle aspettative di downgrade del debito pubblico italiano e al peggioramento del rating di molti istituti, a seguito del dissesto di Banca Monte dei Paschi, Carige, Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di risparmio di Ferrara, Carichieti, Casse di risparmio di Cesena, di Rimini e di San Miniato, Banca Popolare di Vicenza, Veneto banca, abbiamo ricevuto nell’ultimo anno molte richieste di informazioni su quali saranno i prossimi fallimenti bancari in Italia e se il Fondo di Garanzia dei depositi sarà capiente di fronte a potenziali crisi sistemiche future.

Il Fondo di Garanzia dei depositi non è una assicurazione europea. Ogni Paese è singolarmente responsabile all’interno di parametri e delle direttive europee.

L’attuale direttiva europea esorta i Paesi a capitalizzare il Fondo di Garanzia entro il 2024 allo 0.8% dei depositi nazionali presso le banche. Attualmente solo Spagna e Germania sono allo 0.5%. L’Italia, fanalino di coda,si ferma allo 0.24%, come ben evidenziato da Il sole 24 ore in questo articolo.

Possiamo facilmente dedurne che, in caso di crisi sistemica, il Fondo di Garanzia, data la sua scarsa capienza e cosi come viene utlizzato oggi, non tutela i correntisti italiani.

Qui di seguito vogliamo fare una serie di considerazioni sulla solidità finanziaria di Unicredit in tempi di instabilità finanziaria, come quelli attuali, in cui la guerra lambisce i Paesi in cui la Banca è presente.

Vogliamo anche segnalare che il costante rialzo dei tassi europei per frenare l’inflazione inizia a generare un  possibile ampliamento dello spread Bund-Btp. Tale ampliamento non è contemplato negli Stress Test.

Vediamo tali “stress test ufficiali” alla stregua delle analisi di bilancio pubblicate annualmente per Enron, o per la domestica Parmalat dai più blasonati analisti internazionali.

Nomi del calibro di Goldman Sachs, UBS, Nomura, Morgan Stanley, JP Morgan e, ovviamente, la celebre banca di affari Lehman Brothers, che al pari di Enron aveva un elevato merito creditizio fino al giorno stesso del fallimento.

Analogamente alla crisi dei debiti subprime americani, il rischio patrimoniale di banche quali Unicredit si manifesterà concretamente solo nell’ipotesi di allargamento dello spread sul debito pubblico nazionale, elemento possibile e che andrebbe incluso a livello di stress test patrimoniali, se non fosse che la ragione di stato di evitare probabili corse agli sportelli prevale su logiche di investimento conservative.

Unicredit banca è una banca commerciale paneuropea costituita da 13 banche commerciali tra Italia, Germania, Austria, Est Europa, Russia e una piattaforma integrata di investment banking che sta affrontando da oltre quattro anni notevoli problematiche regolamentari, economiche, sanzionatorie e di bilancio.

Oggi il titolo vale circa 10 € e per dare l’idea di quanto sia stato in passato un investimento fallimentare, chi avesse investito in Unicredit banca, avrebbe perso, negli ultimi 20 anni, il 97% dei suoi soldi.

Di 100’000€ gli sarebbero rimasti circa 3’000€, ovviamente ipotizzando che non avesse aderito ad ulteriori aumenti di capitali, nel qual caso la perdita sarebbe stata superiore a 97’000€, visto che il titolo ha continuato ininterrottamente a scendere. Infatti se avesse investito 4 anni fa, oggi avrebbe un terzo dei suoi soldi e non vediamo ragione per cui Unicredit banca non debba scendere ancora in futuro.

Unicredit Banca d’altra parte, è la seconda banca di uno dei sistemi bancari più deboli tra i paesi sviluppati e l’intero comparto bancario è vicino ai minimi storici di sempre, lasciando presagire, se il mercato è anticipatore dell’economia, scenari futuri non rosei né per gli investitori, né per i correntisti.

L’ultimo salvataggio di Unicredit è stato nel 2017, con 17 miliardi di Euro in gran parte già bruciati dal management.

Quanto la situazione sia realmente critica verrà illustrata nel dettaglio numerico che riportiamo dopo il grafico, perché come per tutte le schede di investimento, per noi contano solo i numeri di bilancio e le ipotesi di scenario che non si fermano al 2019, come riportato dalla Banca, ma sono drammaticamente attuali

UNICREDIT BANCA SICURA?

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UNICREDIT BANCA SICURA?

 

Unicredit banca ha un totale dell’attivo patrimoniale di 855 mld di euro pari a oltre il 50% dell’intero Pil italiano e un totale del patrimonio netto di 61 mld di euro, ossia ha una leva finanziaria pari a 14.

Il patrimonio netto rappresenta solamente il 7,13% del totale attivo.

Unicredit banca ha il totale attivo ponderato per i rischi di 378 mld di euro.

Unicredit banca ha di conseguenza ben 477 mld di euro dell’attivo patrimoniale classificato come privo di rischio di cui 103 mld in titoli di Stato.

Per annullare completamente il patrimonio netto basterebbe una svalutazione di tali attivi del 12,78% senza tenere conto di quelli ponderati per il rischio.

Ovvero basterebbe un allargamento dello Spread legato al rischio paese e la conseguente discesa dei titoli di stato che detiene in portafoglio e che sta avvenendo a causa della salita dell’inflazione.

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Nella tabella sottostante mostriamo i multipli di mercato prospettici di Unicredit Banca con un target teorico pari a 2.45 euro, salvo ulteriori ricapitalizzazioni o interventi governativi ed europei significativi a sostegno del settore bancario e del prezzo dei titoli governativi italiani.

 

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Il prezzo obiettivo mostra che a 13.88 € Unicredit è oggi estremamente sopravvalutata, essendo una delle banche italiane più rischiose e deboli patrimonialmente all’interno del settore di riferimento, a dispetto degli stress test e analisi disponibili al grande pubblico, che non incorporano lontanamente l’ipotesi di stress del debito pubblico nazionale.

Per avere una visione più chiara sullo stato del sistema bancario italiano, suggeriamo la lettura degli Stress Test bancari, Test oggettivi periodici, basati su evidenze empiriche: https://gwam.ch/stress-test-banche-italiane/

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Il Team di Gwam

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